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Tratto che dal
Furlo va verso Fano.
Mappa del 1815 conservata presso l'Archivio di Stato di Roma cha parte da Acqualgna verso Calmazzo ai confini con Fossombrone per il Passo del Furlo >>>>>> |
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Usciti dalla galleria del Furlo la Flaminia continua il suo percorso in lieve discesa per alcuni chilometri. Lungo il tracciato si notano alcune strutture di resti di epoca romana. |
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Il M.te Paganuccio, (mt.
976) uscendo dalla galleria, è posto a sinistra della Gola del Furlo e
vi si accede da S. Anna del Furlo, piccola località famosa per
le acque minerali. La montagna, coltivata nelle sue pendici più basse,
è coperta da bosco ceduo formato da lecci, carpini neri, roverelle,
ornelli e da verdissimi prati utilizzati a pascoli.
Per quanto riguarda la fauna è da mettere in rilievo la presenza eccezionale dell'aquila reale e quella sporadica del capriolo, accanto alle specie più comuni e normalmente diffuse nella catena dell'Appennino. |
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| Usciti dalla gola, il Candigliano versa le sue acque in quelle del Metauro nei pressi di Calmazzo, antico nucleo abitato (un vicus), là dove la Flaminia incontrava (e incontra) il bivio (il diverticulum) che risaliva (e risale) l’alta valle metaurense in direzione di Urbino (Urvinum Mataurense). Resta forse il nome (Sattianum ?) in un'epigrafe (ora nel museo di Fossombrone) | |
| Scavi recenti hanno riportato qui in luce un antico sepolcreto della famiglia Cissonia, delimitato da un cordolo in pietra su cui in origine poggiava una recinzione costituita da lastre calcaree sorrette ad intervalli regolari da cippetti bugnati. All’interno dell’area (circa 135 mq,) erano collocate due are sepolcrali marmoree dedicate l’una a C. Cissio Festus e l’altra a C. Cissio Zosymus e a sua moglie Cissonia Festa, ora conservate presso il ricco Museo Archeologico della vicina Fossombrone. | |
| Entrata a Calmazzo della Via Flaminia. | |
| Vicino a Calmazzo la strada attraversa il Metauro con il Ponte di Traiano, di origine romana, distrutto nella seconda guerra mondiale e poi ricostruito, che presentava solo due pile centrali e le testate laterali costruite in opera quadrata. | |
| Procedendo lungo la bassa valle del Metauro, la Flaminia raggiunge il centro storico di Fossombrone alla cui periferia nord-orientale (in località S. Martino del Piano) sorgeva l’antica Forum Sempronii. | |
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Il nucleo abitato (ora rimesso parzialmente in luce) era imperniato su assi stradali ortogonali e paralleli alla via consolare, qui fiancheggiata in antico da monumenti funerari, e dove è visibile un largo tratto di basolato parallelo alla Flaminia e sono visitabili i resti di una domus con impianto termale. |
| Sempre lungo la Flaminia, in località Tavernelle di Serrungarina, in occasione degli scavi di fondazione della nuova chiesa parrocchiale, sono stati ritrovati i resti di una statio romana con una serie di vani allineati lungo un’area aperta, accuratamente pavimentata da basoli di calcare bianco con evidenti segni lasciati dal passaggio delle ruote dei carri. Sul luogo sono stati anche rinvenuti oggetti tipici di una stazione di posta (vasellame, anfore, monete) e un ritratto in marmo di Attis, noto personaggio mitologico legato al culto di Cibele. | |
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Il percorso della Flaminia
raggiungeva (e raggiunge) infine il mare a Fano: la Colonia Julia
Fanestris fondata da Augusto sul sito di un preesistente insediamento
legato ad un antico tempio (il Fanum Fortunae da cui ha tratto il nome la
città).
Qui l’imponenza della Porta di’Augusto in opus quadratum con il lungo tratto delle superstiti mura augustee e dei relativi torrioni con paramenti in piccoli conci di pietra arenaria (opus vittatum), riportano il visitatore indietro nel tempo, invitandolo ad esaminare anche l’antico reticolo viario urbano (con tratti di basolato rinvenuti poco sotto il livello attuale, là dove ancora si snoda l’antico, efficiente sistema fognario). |
| Mosaici, statue, cippi, iscrizioni, anfore, lucerne e altri oggetti d’uso domestico o votivo sono inoltre visibili presso il Museo Civico: un percorso da integrare e concludere con visite ai resti sotterranei dell’area di S. Agostino e di altre aree limitrofe del centro storico. | |
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