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Un
particolare aspetto di questo percorso riguarda le relazioni esistenti
tra gli aspetti geologico-geomorfologici e il tracciato stradale.
Riportando il tracciato stradale del tratto della Flaminia su una carta
geologica si possono osservare come anche in epoca romana le
caratteristiche geologiche e geomorfologiche di una zona condizionavano
le scelte per l’ubicazione del tracciato. La
strada, nel tratto Pelingo – Cantiano, segue principalmente il corso
dei fiumi Candigliano e Burano insistendo principalmente sulle alluvioni
di questi corsi d’acqua. Le opere principali sono costituite da ponti
per il loro attraversamento. Nel
tratto del Passo del Furlo, l’ostacolo principale era costituito dal
Calcare Massiccio che affiora nella Gola al nucleo dell’anticlinale
del Pietralata-Paganuccio, tale ostacolo non poteva essere aggirato e i
Romani arrivarono alla costruzione della galleria e di varie opere di
sostruzione. Nel
tratto tra Pontericcioli e Scheggia invece la scelta dei tecnici Romani
fu differente. Infatti invece di affrontare il passaggio della gola che
insiste su terreni calcarei (Scaglia Rossa e Variegata) come fa
attualmente il tracciato della Flaminia, il percorso della Flaminia
romana aggirava le formazioni calcaree per insistere sulla
Marnoso-arenacea e sullo Schlier. Il percorso seguiva la morfologia,
costituita da piccole valle laterali, era il modello della strada che
seguiva i dossi e rientrava nelle valli; il percorso in questo modo
tendeva ad allungarsi ma le pendenze diminuivano in modo sensibile.
Ubicare il percorso stradale su questo tipo di terreni essenzialmente
argilloso-marnosi comportava un problemi legati alla stabilità dei
versanti, infatti questi erano frequentemente interessati da piccole
frane che venivano controllate con muri di sostegno e drenaggi, come al
Ponte tre Archi dove fu necessario costruire importanti sostruzioni,
opere di drenaggio e anche un ponte. Bibliografia: R. Franchi - S. Magi – E. Moretti, La Flaminia romana nel tratto tra il Passo del Furlo e Scheggia. Itinerario storico, geologico e archeologico (Enciclopedia degli Appennini, 3), Cagli, 2006. |